Non importa per quanti KM, non importa a quale velocità ma noi andiamo sempre a tutta .... Perche' andare a tutta e' una filosofia di vita. Ciclismo ad alto livello, amatori evoluti, integrazione alimentare e tecnica di allenamento, recensioni riguardanti i materiali, aeredinamica, preparazione e competizioni. Email: italianjet @ gmail . com
domenica 20 gennaio 2013
sabato 19 gennaio 2013
L’intervista a Lance -parte 2-
Fonte: http://www.bdc-forum.it/lintervista-a-lance-parte-2/
La seconda parte dello show globale va in onda, riprendendo da dove ci si era lasciati.
-Tutti gli sponsor lo hanno chiamato nel giro di 2 giorni per lasciarlo. “non un bel momento” secondo Lance.
-Il momento peggiore è stato il lasciare la fondazione (Livestrong). “E’ stato necessario, ma ha fatto un male del diavolo”
-”La fondazione è come il mio 6° figlio”
-Alla domanda su chi fosse il tizio (lo stesso LA) che mente aggressivamente in un video alla deposizione del processo SCA Lance risponde “un tizio che si sentiva invincibile, a cui era stato detto che era invincibile”
-”Capisco la vostra rabbia, il vostro senso di essere stati traditi, e vi chiedo scusa”. Questo quello che Lance si sente di dire ai milioni di persone che hanno creduto in lui attraverso un braccialetto giallo
-Esprime l’opinione che il doping non abbia causato il suo cancro. “Perlomeno nessun dottore me lo ha detto”
-Riguardo la famosa foto con le 7 maglie e lui sul divano postata su Twitter: “E’ stato un altro errore” (Oprah sembra abbastanza stupita che abbia potuto fare una cosa del genere)
-Riguardo la sua punizione: “meritavo di essere punito, ma non meritavo la pena di morte”. Una frase ad effetto che inquadra abbastanza la sua prospettiva.
-L’intervista ha ritmi un po’ meno incalzanti rispetto la prima parte. Più da seduta psicanalitica. Lance ammette di essere in terapia. Non a caso ripete sempre di essere all’inizio di “un processo”
-Il passaporto biologico secondo lui ha portato un vero cambiamento nello sport rendendolo pulito. Ed è per questo che pensava di poter vincere da pulito al suo rientro. Aggiunge un aneddoto sulla benedizione che la moglie gli avrebbe dato sulla promessa “di non superare ancora quella linea.”
-Sul figlio dice che ad un certo punto gli ha detto la verità, quando vedeva che tutta la storia stava andando fuori controllo, vedendo che lo difendeva su Facebook, chat, etc… gli ho detto: “non difendermi più”. Lance è alle lacrime, ma con grossi sforzi le trattiene. Coerentemente con la sua immagine di sempre. Sembra onesto su questo comunque.
-Alla domanda su cosa si aspetta dalla sua confessione, se una riduzione di pena, risponde che egoisticamente si, ma realisticamente sa che no, e sa di meritarlo.
-La Winfrey fa una faccia non molto convinta quando LA afferma che la sua confessione è fatta per i figli. LA però insiste che questa confessione resterà per sempre e da questa i suoi figli più piccoli impareranno.
-Nega la donazione o la proposta di donazione all’USADA
-Quando afferma che che l’abbandono degli sponsor gli è costato 75 milioni persi di colpo da l’idea che i conti li abbia fatti con precisione. Un dettaglio che forse poteva non menzionare.
-Non è per nulla convincente invece quando gli viene chiesto se ora sia nella fase del capire che impatto abbiano avuto i suoi comportamenti sulla vita degli altri. Dice di si, ma sembra realizzarlo sul momento.
-Parla della madre distrutta dal suo caso.
-Alla domanda se si rialzerà risponde che non lo sa.
-Dice che il futuro sarà una “epic ride”.
-Alla domanda finale su quale sia la morale della sua storia epica, risponde che non ha una buona risposta. “Guardando a quello che ho fatto vedo: aver barato alle corse, aver mentito a riguardo, aver intimidito gli altri. Tutte cose che non si devono fare. La cosa peggiore è stata mentire a chi credeva in me”.
La Winfrey chiude dando la sua morale della storia: “dire la verità ti rende libero.” Che è quello che gli ha detto una volta la prima moglie Kristin.
Lance risponde che Kristin continua a dirglielo.
E così si chiude.
Nel complesso si è cercato di scavare un po’ nel lato umano di Lance, ma come dice lui, è solo l’inizio di un processo. Che sembra sarà molto lungo…
venerdì 18 gennaio 2013
L’intervista a Lance
Articolo da: http://www.bdc-forum.it/lintervista-a-lance/
L’intervista è cominciata con delle risposte alle domande “si o no” sull’aver preso sostanze dopante (epo, trasfusioni, gh, testosterone) .
-Lance ha risposto con dei “Si” ad ognuno.
-Poi ha ammesso di essersi dopato per ogni Tour vinto. Rispondendo affermativamente alla domanda se non fosse possibile vincere 7 Tour senza doping (“Non non è possibile”).
-Abbastanza shockante sentirlo dire che durante la sua carriera non ci sono stati poi tutti questi controlli fuori dalla competizioni. In contraddizione con quanto ripetuto negli anni riguardo le centinaia di test subiti.
-Il 2005 è l’ultimo anno in cui ha ammesso di essersi dopato, “aver superato la linea”. Negli anni 2009 e 2010 ha negato risolutamente di essersi dopato.
-Ha ammesso, in modo un po’ reticente, che chi correva con lui era “spinto” a doparsi. Ma ha negato che ci fossero direttive verbali precise.
-Ha negato che il suo fosse un sistema di doping sofisticato come nelle accuse dell’USADA. Ribattendo (con eloquente sguardo) che non lo era certo più del sistema doping della Germania dell’Est negli anni ’70/’80 e che il suo era il doping “standard” degli anni ’90 in poi. Quello che facevano tutti.
-Ha chiarito una curiosità che negli anni è diventata un mito diffuso: per via dei suoi pregressi di malato di cancro poteva prendere testosterone. Ha ammesso di essersi dopato anche prima della malattia.
-Abbastanza incredibile come ammetta di aver sempre attaccato chi lo ha accusato. Come fosse la cosa più normale. Ammettendo di essere un “bullo”. Probabilmente lo giustifica parlando del quadro perfetto della propria vita da difendere.
-”In questa storia non ci sono persone cattive o tossici. Ho sempre pensato che Michele Ferrari fosse una buona ed acuta persona e continuo a pensarlo”
-Alla domanda se non sia stato incauto ad associare la propria immagine a quella di Ferrari risponde che tutta la sua carriera è stata spericolata/incauta. E che si, col senno di poi da un punto di vista dell’immagine pubblica lo è stato. Ha ammesso di aver mentito nel caso SCA Promotions quando negò i suoi rapporti con Ferrari riguardo il doping.
-In tutta l’intervista per ora Lance evita accuratamente di parlare di altre persone. Da l’impressione di essere molto ben preparato sui limiti di ciò di cui può parlare.
Lui stesso ha ammesso di essere uno che ha sempre voluto avere il controllo su tutto nella sua vita e questa intervista non sembra sfuggire.
Ammette che fosse “spaventoso”, ma dice che all’epoca non pensava di essere un truffatore o uno che imbrogliava. Doparsi era come riempire la borraccia o gonfiare le gomme. Faceva parte della routine.
-”La felicità non stava nella vittoria, ma nel processo di costruzione della vittoria”
-Gli viene mostrato il suo discorso dal podio del 7° Tour vinto (quello in cui dice a chi lo sospetta che non sanno “sognare in grande”). Ammette che è stato un grande errore, ma non si percepisce tutto sommato un grande imbarazzo. Da l’idea di avere un certo distacco “emozionale” rispetto a tutto. Da l’idea di essere più concentrato sul “passare l’esame”.
-”Non sono un fan dell’UCI, ma non mi hanno mai coperto”. Nega la propria positività al Giro di Svizzera 2001. E nega che la donazione all’UCI in denaro fosse destinata a coprirla.
-Ammette che la prescrizione per i corticosteroidi fu retrodatata (1999)
-Interessante l’ammissione di aver sbagliato a ritornare dopo il primo ritiro. In particolare perché Landis non avrebbe apprezzato la cosa. In realtà è una cosa sentita spesso che LA avrebbe infastidito molti con il suo ritorno alle gare. Peccato non abbia spiegato di più ed Oprah non gli abbia chiesto di più, essendo un passaggio chiave.
-Con la fine del procedimento federale nel caso USPS dice di aver avuto l’impressione di “essere uscito dal bosco e che i lupi si erano allontanati”. Non spiega i motivi per cui le accuse sono cadute, ma nega di aver influenzato il dipartimento di giustizia (“cosa molto difficile da fare”).
-Ammette di aver mancato di rispetto a molti ed aver abusato del proprio potere.
-Alla domanda se la testimonianza di Hincapie fosse l’ultima carta del castello a crollare, Lance risponde significativamente che il “proprio destino ormai era segnato”
Fine della prima parte. Domani la seconda.
giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
lunedì 14 gennaio 2013
RECORD DELL'ORA: MOSER 1984 (MEXICO)
PARTE 1
PARTE 2
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